Pubblicato martedì, 19 aprile 2011 15:56 - Letture Articolo 1737 - Condividi 
Per la libertà della Scuola Pubblica
ScuolaPer la libertà della cultura, del sapere, della conoscenza.
Per la libertà della Scuola Pubblica.
Per la libertà degli insegnanti della Scuola Pubblica urge il dovere morale e politico di protestare con forza contro la proposta avanzata dal deputato del Pdl, Gabriella Carlucci,  di istituire una Commissione di inchiesta e di revisione sui testi di storia, colpevoli, a suo dire,  di essere infarciti di ideologia marxista.

Tale iniziativa, a dir poco inquietante, fa paura ad ogni coscienza democratica per i fantasmi del passato che evoca, per l’incultura e l’intolleranza che rivela, mostrando così il vero progetto politico di chi ci governa.
Le fa eco il ministro dell’Istruzione M. S. Gelmini, affermando la bontà dell’iniziativa e anche il ministro Meloni, che rivendica addirittura  per le famiglie “la libertà di scegliere testi diversi da quelli proposti dai docenti”!
 
La storia sembra  ripetersi ed i vichiani corsi e ricorsi si confermano come ineludibili processi antropologici ed ecco che, compiendo un viaggio nel sistema scolastico italiano, i tempi moderni sembrano un dejà vu, basti pensare alla “bonifica fascista” dei libri di testo messa in atto con la Riforma Gentile del 1923, finalizzata al controllo ideologico e politico sugli apparati scolastici e sulla formazione di nuove generazioni.
Strategie non nuove, quindi, ma assai pericolose e così subdole da non poter essere sottovalutate!

A suscitare ancora più sdegno e preoccupazione sono, inoltre, le ultime affermazioni fatte dal Presidente del Consiglio in un messaggio inviato alla Associazione Nazionale delle mamme, in cui invita i genitori a “sottrarre i loro figli agli insegnamenti di sinistra impartiti nella Scuola Pubblica, ove si inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia”.
 Ancora una volta un attacco frontale ed inaccettabile,che richiama quello già fatto dal Premier al Congresso dei cristiani riformisti, non più di un mese fa sostenendo che nella Scuola di Stato ci sono insegnanti che vogliono inculcare principi contrari a quelli dei genitori.
Parole eversive, quelle del Presidente, perché minano il pilastro educativo del paese, minacciando l’istruzione pubblica e  la libertà di insegnamento.

È chiaro a tutti che questa campagna di primavera contro la Scuola italiana ha un bersaglio principale: gli insegnanti!
Sono gli insegnanti pubblici a far paura, gli insegnanti e la loro capacità di fornire agli studenti gli strumenti di pensiero per apprendere e selezionare conoscenze e informazioni, per sviluppare capacità critiche, per formare cittadini consapevoli e responsabili in uno scenario sempre più plurale e complesso.

È necessario quindi l’impegno e lo sdegno  di tutti per evitare la rottamazione e la restaurazione della  Scuola Pubblica Italiana!


da Simonetta Bucari,
Consigliere Comunale PD

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