Pubblicato venerdì, 21 novembre 2014 14:03 - Letture Articolo 3348 - Condividi 
Proposta di riqualificazione del fiume Misa: Cap VI "L'opportunità turistica"
Alveo urbano del fiume Misa, nella proposta di riqualificazione di Paolo LandiPer attrarre nuovi turisti, fintanto che non si farà sistema a livello sovraordinato per definire strategie incisive globali verso nuovi mercati emergenti, serve una promozione aggressiva che però è costretta ad attingere da contenitori ormai saturi, con nuove presenze acquisite che vanno a discapito di altrettante perse da altre località e dove rimanere competitivi significa vincere la concorrenza presentando l’offerta migliore con una città seducente, con più valide ed efficienti strutture di richiamo e una ricettività di qualità commisurata ad ogni livello, che rappresentano le condizioni necessarie, ma da sole insufficienti a soddisfare anche le esigenze e le aspettative degli ospiti, se non si è in grado di assecondare anche l’esercizio dei loro passatempi e delle attività preferite.

Su queste considerazioni il fiume è potenzialmente in grado di fornire un notevole valore aggiunto da sovrapporre a un impianto urbano già gradevole e ben strutturato, con la riconquista di spazi, oggi indisponibili, come l’alveo reso fruibile e con al di sopra nuovi attraversamenti carrabili e ciclopedonali, che assieme a quelli esistenti, sviluppano una nuova congiunzione diffusa di un corridoio ambientale che fonde in successione continua e inedita spazi di aggregazione straordinari.

Possiamo ora descrivere, sulla base delle ipotesi sostenute, una panoramica sintetica del nuovo disegno di cui il fiume può diventare artefice soffermandoci sul tratto urbanizzato, rimandando comunque tutto a una descrizione più esaustiva nei capitoli successivi dove sarà anche affrontato il percorso extraurbano.

Si parte dalla foce, come prima ambientazione, dove andrebbe prevista una ulteriore espansione del porto come doppio catalizzatore tanto di un turismo nautico internazionale da incentivare e sviluppare, per la sua centralità strategica, con l’istituita macroregione adriatico-ionica, che di una nuova centralità urbana vera e propria, postata sulla darsena Bixio, trasformata in nuova e incantevole “piazza d’acqua”, dove anche la criticità prodotta dell’intersezione delle barriere fiume e ferrovia svanisce per incanto nascosta e superata dalla partenza di uno straordinario camminamento di congiunzione con il centro antico disegnato in sospensione sull’asse dell’alveo per un breve ma significativo tratto.

Una seconda ambientazione che possiamo definire invece come “piazza sul fiume” estesa dal primo portico al ponte di via Cavallotti, arricchito da una veste monumentale, ripete un attraversamento analogo in asse con l’alveo come nel precedente tratto, eliminando così un lungo percorso di aggiramento.

Ancora più a monte, dopo la curva si scopre un altro ambito con la scuola di polizia e l’Opera Pia da un lato e lo stradone Misa dall’altro. Qui l’idea è di riportare alla luce le mura dell’ampliamento settecentesco, inghiottite e nascoste da una superfetazione della caserma che andrebbe demolita, cedendo lo spazio per un nuovo parco a servizio della città antica che entra in alveo addolcendo l’inclinazione della sponda destra e dove avviene la metamorfosi tra il paesaggio costruito a quello naturale che si caratterizza da ora con l’ampia fascia di campagna che si accompagna indisturbata e senza interferenze, ai paralleli assi urbanizzati dell’arceviese e della corinaldese, prestandosi alla costruzione di un parco agrario fluviale unico e rappresentativo, per il territorio senigalliese, di una struttura di richiamo sussidiaria ed equiparabile alle spiagge, dove cittadini e turisti potranno praticare attività sportive, come cross, canottaggio, canoa, endurance ecc o più semplicemente attività più rilassanti e comunque congeniali al turismo ambientale del terzo millennio dove, con lo zaino in spalla a piedi, in bicicletta, a cavallo o in barca si va ad esplorare la natura partendo da dentro la città.

Tutto questo non sarà difficile da ottenere se ci sarà la volontà di rivitalizzare e qualificare il fiume con una funzione più nobile e dignitosa di spaccato paesaggistico diffuso, piuttosto che di banale canale ad esclusiva utilizzazione idraulica.

Nell’illustrazione a corredo di questo articolo viene messo in risalto l’attraversamento urbano del fiume dove sono visibili alcuni degli interventi proposti.

Nel prossimo capitolo entreremo nello specifico dell’attraversamento urbano del fiume nel primo tratto dalla foce al Foro Annonario.


Cap. I: "La questione idraulica"
Cap. II: "Il fiume sicuro"
Cap. III: "I nuovi bacini fluviali"
Cap. IV: "La sostenibilità economica"
Cap. V: "Fruizione alveo e navigabilità"


di Paolo Landi

Commenti
Scritto da Visitatore anonimo il 2014-11-22 10:09:23
per favore la smetta di scrivere cose senza fondamento, senza tenere in considerazione la situazione economica, finanziaria, normativa e burocratica attuale.
Scritto da Visitatore anonimo il 2014-11-23 15:53:16
Paolo vedi di andare ad accertarti sulle opewre abusive che hanno aumentato la pericolosità del Misa,opere che tuttora passano in silenzio !!

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