Pubblicato lunedì, 01 agosto 2016 13:15 - Letture Articolo 3269 - Condividi 
Papa Pio IX e quel "610". I dubbi di un lettore sulla versione storica dei fatti
Giovanni Maria Mastai Ferretti - Papa Pio IXA Senigallia si sono riaperte le ostilità tra i "papalini" e gli "italiani". I secondi si sono riuniti intorno all'insegna "610" che non fa riferimento alla brillante trasmissione radiofonica di Lillo e Greg, ma rappresenta la trasposizione numerica di "Sei uno zero" attestato in un'anonima satira risorgimentale contro Pio IX.

Il professor Severini scrive su "Senigallia Notizie" che le Associazioni cittadine "hanno distribuito martedì sera, in una piazza diversa ma non meno popolata di quella che per noi resterà sempre intitolata a Garibaldi, un opuscolo e una maglietta con la scritta 610 ovvero “Sei uno zero”, la scritta che gli amici e i parenti di Girolamo Simoncelli, unitamente a tanti senigalliesi, apposero in uno striscione la mattina del 29 maggio 1857 allorché Pio IX, in visita “diplomatica” nei suoi domini, si apprestava a benedire la folla dalla loggia comunale di Senigallia: fonti autorevoli attestano che il papa ne rimase profondamente turbato e sbigottito, forse per un rigurgito di quella cattiva coscienza che lo avrebbe accompagnato per tutto il resto della sua esitante esistenza".

Sul sito del Centro Cooperativo Mazziniano di Senigallia il fatto è attenuato ad un più stringato: "Nel corso della visita apostolica del 1857 Pio IX, il 29 maggio, mentre si apprestava a benedire la folla senigalliese, vide appeso dal balcone di casa Simoncelli un lenzuolo con la scritta 610, cioè sei uno zero".

Ma nel 1870, appena tredici anni dopo il presunto fattaccio, l'Italia è ormai unita, Luigi Morandi, patriota garibaldino e studioso del Belli, nella sua prefazione ai "Duecento sonetti in dialetto romanesco di Giuseppe Gioacchino Belli". Firenze, Barbèra, 1870, volume più volte ristampato, l'ultima nel 1889, l'episodio lo racconta così: "Quando nel 1857 Pio ix andò a fare il famoso viaggio per gli Stati felicissimi [...] Arrivato a Sinigaglia o a Bologna, il Papa ricevette colla posta di Roma una lettera, nella quale era scritto: «Santo Padre!» e poi seguiva, senz’altro, il numero 610, che letto cifra per cifra, significa: «Sei uno zero.» Dicono che Pio ix; solito a ridere delle pasquinate, indovinando quel complimento, facesse un po’ la brutta cera."

Non mi sento meno laico, e il professor Severini non me ne vorrà, se esprimo qualche dubbio sulla sua versione.

Difficile immaginare che le autorità pontificie abbiano permesso una simile offesa al Papa, lui presente, senza reagire, e soprattutto senza che il gesto, pubblico e clamoroso de "gli amici e i parenti di Girolamo Simoncelli, unitamente a tanti senigalliesi", non creasse grave scandalo, grande eco e tutte le prevedibili conseguenze giudiziarie.

Se i "Viva Verdi" dei patrioti lombardi sono su tutti i libri di storia risorgimentale, non sarebbe di certo passata sotto silenzio una simile protesta "enigmistica" contro il Capo della Chiesa e massima autorità politica dello Stato Pontificio in visita alla sua città natale.

da Giorgio Mosci

Commenti
Mah...
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-01 13:44:47
Questa replica mi sembra veramente ridicola e comunque il Papa era il Papa e quei tempi se una cosa non di doveva sapere rimaneva tale. Oggi uno striscione del genere sarebbe stato sul WEB in 0,5 secondi e fermare la diffusione delle notizie sarebbe molto ma molto più difficile. Insomma... come lo giri sto Papa e una m....
Tanto per abbaiare
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-01 15:13:50
La tesi di Mosci.....è moscia.
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-01 16:08:08
:)
Ma oggi stiamo messi meglio che nel 1850
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-01 17:16:28
Vorrei chiedere a quei residuati mazziniani che oggi tanto sparlano di Pio IX... Oggi siamo nel 2016, di che vi state occupando? Parlate ancora di Pio IX perchè avete paura di guardare in faccia la realtà odierna che voi (e non Pio IX) avete contribuito a creare?  
 
Non erano i vostri celebrati "patrioti" Mazzini &c che nell'800 fecero la rivoluzione (finanziata da Londra) perchè si doveva liberare "il suolo patrio calpestato dallo stranier"? Allora c'erano poche truppe austiache e francesi che tenevano l'ordine... oggi a stranieri che "calpestano il suolo patrio" come siamo messi? Sono pochi? Sono francesi ed austriaci? Stanno qui per tenere l'ordine?  
 
Avete eliminato i legittimi sovrani italiani di allora per regalare oggi la sovranità agli stranieri della UE? Bei patrioti!
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-01 22:02:41
Questo Mosci prende una fonte a caso, ma ignora che il fatto del 29 maggio 1857 è citato da storici, giornalisti e studiosi nazionali e locali. Ne parla anche il Monte Guarnieri che tutto era fuorché antipapalino...Che botta eh! Si faccia un giro in Biblioteca, imparerà che la storia la fanno gli storici non i malcapitati, maldestri dimil-revisionisti come lui... 
Questione futile
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-01 22:43:34
Che il fatto di essere "zero" lo abbiamo riferito a lui nel diciannovesimo secolo o meno è irrilevante rispetto al fatto che uno "zero" con tutta probabilità lo era per davvero....
documenti ad avvallare il fatto? x ora n
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-10 11:45:27
I fatti della visita del pontefice Pio IX a Senigallia sono riportati dal Canonico Antonio Fazi (presente all'evento) che NON RIPORTA il fatto del lenzuolo e che il Severini ignora nella bibliografia dei suoi testi. A questo racconto il Monti Guarnieri trae notizie per il suo libro ed ovviamente non riporta niente. Chi avvalla la tesi del "610" mostri testi coevi che riportino il fatto, altrimenti è una fantasia di autori moderni... autori di un libro edito nel 1969 di cui una ancora in vita!
Scritto da Visitatore anonimo il 2016-08-17 10:35:13
C'è grande ignoranza in materia storica.... A tirare fuori l'evento del 610, cioè sei uno zero, rivolto a Pio IX, sono stati due lodati storici cattolici, Marinella Bonvini Mazzanti (1969) e Alberto Polverari (1987, 1991) che lo ha riportato ben due volte, nella biografia di Pio IX e nella sua Storia di Senigallia. Chi ha conosciuto bene don Alberto sapeva quanto rigore dedicava alle fonti e al loro uso. Sergio Fraboni, ignorando tutto ciò, si è messo a spulciare il lavoro di Bonopera che è dedicato al processo e alla figura di Simoncelli e che comunque riporta che casa Simoncelli, quel 29 maggio 1857, era parata a lutto: ma non dice che Bonopera è nato nel 1865 e che non poteva essere presente al fatto, così come che l'avvocato iniziò l'opera di rivendicazione del "martire laico" solo nel 1889 quando ormai il ricordo del fatto del '57 era trascorso. Inoltre l'avvenimento del 610 è profondamente radicato nella cultura storica senigalliese tanto che già nel 1969 veniva riportato nell'opera collettanea "Senigallia e i suoi dintorni", Ed. 2G, Senigallia 1969, p. 48, i cui autori sono, insieme alla Mazzanti, Renzo Paci e Sergio Anselmi. 
Dunque una parte considerevole della storiografia senigalliese avrebbe preso un abbaglio? 
Non capisco perché esponenti degli ambienti cattolici si mettano a criticare quelli laici e democratici 
(che nell'ultimo ventennio hanno offerto contributi storici rilevanti sulla storia cittadina) quando hanno la possibilità di lavare i "panni sporchi" in casa propria. L'onestà intellettuale consiglierebbe un radicale cambio d'indirizzo.

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